VOLONTARIA GIURISDIZIONE

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Volontaria Giurisdizione

Amministrazione di sostegno, interdizioni, inabilitazioni.

A protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia, il codice civile prevede gli istituti della amministrazione di sostegno, dell’inabilitazione e dell’interdizione. Tali istituti possono essere promossi dallo stesso amministrando, inabilitando ed interdicendo, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il 4 grado e dagli affini entro il secondo.

L’amministrazione di sostegno si apre con decreto motivato del Tribunale, allorquando ricorrono congiuntamente i seguenti presupposti: infermità o menomazione fisica o psichica della persona; impossibilità per il soggetto, a causa di detta infermità o menomazione, di provvedere ai propri interessi.

Il Giudice tutelare nomina all’interessato un amministratore di sostegno, indicando gli atti che l’amministratore può compiere in nome e per conto del beneficiario e quelli per il quale deve dare solo assenso.

L’inabilitazione, invece, è pronunciata con sentenza dal Tribunale, allorquando ricorrono alternativamente uno dei seguenti presupposti: infermità di mente non talmente grave da far luogo all’interdizione; prodigalità; abuso abituale di bevande alcoliche o di stupefacenti; sordità o cecità dalla nascita. L’inabilitato può compiere autonomamente gli atti di ordinaria amministrazione mentre per gli atti di straordinaria amministrazione necessita dell’assistenza del curatore nominato dal Giudice tutelare.

L’interdizione può essere pronunciata solo a carico del maggiore di età, con sentenza del Tribunale laddove ricorrano congiuntamente i seguenti presupposti: infermità di mente; abitualità di detta infermità, incapacità del soggetto, a causa di detta infermità di provvedere ai propri interessi. L’interdetto non può compiere alcun atto né di ordinaria amministrazione né di straordinaria.

Tuttavia, il Giudice nel pronunciare l’interdizione può prevedere che taluni atti di ordinaria amministrazione possano essere compiuti autonomamente dall’interdetto, ovvero da quest’ultimo con l’assistenza del tutore.